una Gioia immensa

Io non sono una lettrice: non mi piace leggere e non lo nego, però credo di aver trovato il primo libro in tutta la mia vita che mi abbia fatto davvero riflettere. E’ l’unico libro del quale ho letto le ultime centocinquanta pagine tutte in un giorno (non sono riuscita a dormire fino a quando non ho capito cosa accadeva alla fine) e non l’ho mollato neppure a pranzo, nonostante i miei mi stessero urlano dietro di posarlo, almeno a tavola. Non mi era davvero mai capitato. nemmeno il libro di scienze ha mai suscitato questo interesse in me. Non tanto per la storia, perché si, è molto bella, ma la parte migliore dell’intero libro sono le riflessioni: quelle senza senso che Gioia fa uscire dalla sua mente quando parla con il suo professore o quando ragiona con Tonia. Ecco, adesso farò io una domanda a voi, come se fosse per il professor Bove: A Gioia, non le è mai venuto il dubbio di aver sbagliato tutto? di aver consegnato un ragazzo alle grinfie del padre? Perchè effettivamente le cose sarebbero andate molto diversamente se lei si fosse sbagliata. Io al suo posto sarei stata ferma, avrei lasciato che le cose succedessero da sole e nel frattempo mi sarei tenuta stretta il mio ragazzo. Siamo molto differenti io e Gioia, ma credo di averla compresa ugualmente dalle parole di questo libro, pur essendo molto lontana da me. Rimane il libro più bello di sempre.

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