Una “montagna” di ricordi

Una “montagna” di ricordi

Quando ho scritto nel titolo della recensione¬†Una “montagna” di ricordi, non era solo per fare una battuta: leggere¬†questo libro ne ha riportati tanti a galla.¬†Tutta la mia infanzia √® stata caratterizzata da gite in montagna, escursioni lungo i sentieri, marmotte, capre e mucche,¬†seggiovie, soste nei rifugi verso l’ora di pranzo e¬†pernottamenti in baite. Per questa ragione mi sono sentita subito¬†molto legata¬†al libro.¬†Cognetti poi ha amplificato questo sentimento, che¬†era gi√† forte di suo, con la sua¬†dettagliatissima scrittura: ho apprezzato tanto le descrizioni degli ambienti, molto di pi√Ļ la bellissima storia di amicizia protagonista di questo libro, che √® stata capace di scaldarmi il cuore per quanto semplice ma forte e indissolubile si dimostri. Mi √® dispiaciuto tanto per il finale: ad essere sincera mi aspettavo un lieto fine, ma so che non tutte le storie ce lo possono avere.

Non essendo precisato, all’inizio pensavo quasi che la storia fosse una specie di autobiografia dell’autore, un po’ romanzata e con nomi diversi da quelli reali, e non mi sono data pace finch√© non ho letto online che questa √® solo una storia inventata. Mi ha fatta sentire un po’ meglio, lo ammetto; ora, ogni volta che vedo il romanzo esposto nelle librerie o da qualsiasi altra parte, tiro una gomitata a mia sorella, glielo indico ed esclamo ¬ęGuarda, Le otto montagne!¬Ľ come se avessi rivisto un vecchio amico.¬†