Una scelta di vita

Per via della mia passione per la fotografia per me è stato assolutamente logico scegliere questo libro nonostante sia ideato per dei bambini. Non è la prima volta che mi trovo da più “grande” a leggere delle favole o delle fiabe, questo invece è un qualcosa di diverso che non saprei neanche classificare. Perché racconta attraverso  immagini e qualche riga concisa di come un fotografo percepisce il mondo. La narratrice però non è Vivian ma bensì la sua migliore amica ovvero il mezzo attraverso cui ha deciso di lasciare il suo segno nel mondo. Il suo soggetto preferito erano i bambini,  non viene specificato il motivo di questa sua preferenza ma a me piace pensare che fosse per via della loro assoluta spontaneità, del fatto che non hanno paura di venire male, sorridono e sono loro stessi. Una dote che negli adulti purtroppo è difficile talvolta trovare. Vivian viene descritta come una persona “ strana” che indossa camice da uomo e che fondamentalmente non è interessata a come appare agli occhi delle persone, troppo abituata ad essere lei quella che osserva, quella che scatta. Nonostante l’apparente semplicità di questo libro se si decide di scavare più a fondo e non avere una lettura superficiale ci si accorge che invece  dice tanto, parla di una donna e della sua vita fatta da giudizi da parte delle persone  e di giornate solitarie passate a immortalare l’allegria dei bambini che forse troppo precocemente le è stata strappata via. E questo, almeno per me, non è assolutamente poco. 

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