una storia che ti apre a nuove realtà

Per un ragazzo qualunque che vive in Europa ben pochi sono i fatti che arrivano dai quartieri, per non dire ghetti, più poveri e malfamati d’America. Ma grazie alla storia di Starr credo di aver compreso più o meno a pieno qual è la considerazione del ”paese della libertà” verso coloro che nella vita hanno avuto meno possibilità.

Fa riflettere però che si parli di abuso di potere oppure di razzismo da parte dei poliziotti, ci sarebbero infatti molte dimostrazioni che quello dei poliziotti sia razzismo, ma quando c’era anche un poliziotto nero in presenza di un poliziotto bianco che trattava male il povero padre di Starr quello cos’era?

Non mi piace pensare che i poliziotti abusino di potere tanto quanto non mi piace pensare che siano razzisti e che abbiano pregiudizi, anche se questa è l’idea che il libro mi ha dato.

Nella sua scrittura semplice e considerato che l’autrice ha la mia età, il libro è stato davvero alla mia portata e non mi ha fatto fatica leggerlo; tutt’altro, sono riuscito a leggerlo relativamente in tempi brevi.

Consiglierei vivamente questo libro a tutti coloro che danno per scontato che il razzismo ormai non esista più, poichè i pregiudizi ancora oggi vincono sulla realtà dei fatti e ti portano subito a pensare che, nel caso dei ghetti americani, tutti i neri sono: spacciatori, drogati e criminali che a prescindere odiano la polizia.

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