Stregati da Cognetti

Stregati da Cognetti

Non è la prima volta sapete? No davvero. Non è affatto la prima volta. Avete presente Fabio Genovesi. Beh quella volta lì siamo arrivati addirittura in anticipo di un libro, Esche vive, mentre il premio lo vinse con Chi manda le onde, che uscì l’anno dopo. Ma non è la prima volta che i testi che scegliamo per Libernauta vengono Stregati. Sicuramente vi stregano. Lo vediamo dalle vostre recensioni che già fanno suonare il campanellini della posta in arrivo: bing.

Paolo Cognetti ha vinto la settantunesima edizione del premio Strega con il libro che avete avuto tra le mani in questi giorni, Le otto montagne. Vedete questa foto qui sotto, c’è Chiara che racconta Berlin di Geda e Magnone, ma Cognetti ha già lasciato il segno. Lo vedete?
Quello strano disegno sulla lavagna, sì proprio quello lì. Vi ricordate? Capitolo nove, prima riga: “Fu un vecchio nepalese, tempo dopo, a raccontarmi delle otto montagne. Portava un carico di galline su per la valle dell’Everest”

Il vecchio nepalese che prende un bastoncino per tracciare in terra un cerchio e poi i diametri e poi le bisettrici fino ad avere otto spicchi. Sull’estremità di ogni raggio che spunta dal cerchio traccia una specie di punta di freccia, e negli spazi tra una raggio e l’altro traccia delle onde. Otto montagne e otto mari. Al centro un cerchio dai contorni frastagliati. Quello è il monte Sumeru. “-E diciamo: avrà imparato di più chi ha fatto il giro delle otto montagne o chi è arrivato in cima al monte Sumeru?”

Buon viaggio lettori. Sappiate che qui nelle stanze di una delle biblioteche che frequentate c’è una copia del libro dedicata a voi e autografata dal vincitore del premio Strega 2017.

 

 

 

 


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