Volevo fare il Cavaliere dello Zodiaco

Volevo fare il Cavaliere dello Zodiaco

L’autunno 2017 ci regala davvero delle perle di tepore e raggi obliqui. L’Istituto Tecnico per il Turismo Marco Polo ha delle bellissime facciate dipinte con dei murales e anche se è a un passo dall’arteria trafficata della Fi Pi Li è però nascosto in un parco fitto di alberi. Il tempo di prendere un caffè al bar e due ragazze della classe 2ª E  del prof Marlazzi ci vengono a cercare per accompagnarci all’aula dell’incontro.
Ventinove studentesse, sì ok ci sono anche 3 maschi ma la maggioranza di donne grida un vero e proprio plebiscito.

Sulla lavagna elettronica alle nostre spalle campeggia una grossa scritta che recita Willkommen in Berlin. Grazie. Ci sediamo.
Prendiamo la parola noi Allibratori per sondare com’è andata l’annata con il progetto Libernauta. Siamo davanti ad una classe di lettrici tenaci, lo dimostrano i libri schierati in centurie sui banchi, per cui quando chiediamo in quante si siano iscritte al progetto il fiorir di mani alzate è rincuorante.
Marco Magnone ha boicottato la sedia per un banco vuoto e siede disinvolto davanti a questo gruppo che adesso è tutt’orecchi.

Lui attacca
“Io volevo fare il cavaliere dello zodiaco” risate.
“…Non uno in particolare, volevo proprio essere uno nuovo, inventato da me. I miei si dissero preoccupati ed iniziarono a dissuadermi in ogni modo. Cercarono di farmi capire che non era possibile perché i posti da Cavaliere erano ormai tutti presi ed essendoci il numero chiuso… sai com’è. Poi vedendo la mia ostinazione provarono a dirmi che c’erano problemi con la lingua dato che là si parlava il greco antico”
La storia si conclude con “…Alla fine decisi di fare l’unica cosa plausibile, presi carta e penna e scrissi io la mia storia da cavaliere dello zodiaco” Risate

Marco è bravissimo ad accendere la discussione con la platea. Il suo modo di raccontare è fluido e ricco di riferimenti estetici vicini ai linguaggi degli uditori. Parlando della saga di Berlin cita serie televisive che accendono gli umori del pubblico. Parla de L’onda, di After, di Thirteen reason why. Rispondendo alla domanda di Jennifer che gli chiede che tipo di musica ascolta quando scrive, Marco compone su due piedi una playlist per niente ovvia e spara una decina di nomi che hanno fatto da tappeto sonoro alla sua fase creativa poi aggiunge “…Vuoi che abbini una colonna sonora per ogni libro della saga? Allora il primo libro Mogway dei Les Revenants, il secondo, Mezzanine dei Massive Attack, Il terzo Dust Lane di Yann Tiersen, il quarto Into the wild di Eddie Vedder, il quinto Terra di Vasco Brondi in arte Le luci della centrale elettrica. Il sesto non ve lo dico perché ho paura di svelarvi troppo.”

Questa bella classe del prof Marzilli è proprio un autoarticolato disel, ci hanno messo un po’ ad entrare in potenza ma adesso le domande fioccano senza soluzione di continuità e Magnone è perfettamente a suo agio e risponde colpo su colpo ad ogni intervento. Non ci facciamo mancare neppure la sorpresa e il professore, sfogliando tra le recensioni, ne tira fuori una dove c’è un bel disegno dei protagonisti de I fuochi di Tegel.

L’incontro ci regala anche una bibliografia di contorno di tutto rispetto. Ci sono i libri ammiccati dagli esergo dei vari capitoli della saga: Il signore delle mosche, il libro della giungla, I ragazzi della via Pal, L’amico ritrovato, Il mago di Oz. Il sesto non lo dice per… beh lo sappiamo perché.

Infine Marco ci lascia con una perla, una di quelle perle a forma di sogno… “Allora, originariamente la saga doveva essere composta da sette volumi, poi però ci siamo accorti che la storia correva velocemente verso una conclusione che ben si poteva contenere in sei volumi, quindi abbiamo deciso di eliminarne uno. Tuttavia chissà che non capiti un giorno di tornare parzialmente sui nostri passi. Magari immaginando una vicenda laterale, che faccia luce su alcuni personaggi che in Berlin abbiamo salutato troppo presto… ma questa è un’altra storia che speriamo di potervi raccontare più avanti”.
Due ore sono volate. Le ragazze non hanno neppure voluto fare la ricreazione, hanno preferito portare avanti l’incontro con Marco Magnone. Lo so, per qualcuno magari sembrerà poca cosa, ma per noi che ci occupiamo di promozione alla lettura è un regalo che non ha prezzo. Ci facciamo la rituale foto di gruppo e poi resta solo il tempo per firmare autografi a rotazione.
Dolce e frizzante l’aria del primissimo pomeriggio di questo 18 ottobre. Che tepore il solicino, le foglie dei platani iniziano a ingiallire. Si sta bene al calduccio di una storia.
Buona lettura.

 


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